
Come Un Brivido
...Quando l'emozione si fa parola, il battito cardiaco stile, l'adrenalina inchiostro...
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Uno spazio per trasmettere e comunicare emozioni, sensazioni, fragranze di brividi quotidiani. Perché "la vita è un brivido che vola via. E' tutto un equilibrio sopra la follia"
(From the song Sally)
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venerdì, 31 marzo 2006
Sono giorni duri, questi, giorni che non lasciano tempo per pensare, distrarsi, rilassare.
Ballo un cancan indiavolato fatto di impegni e scadenze: scrivi articoli, rispondi all’email, contatta quello, senti quell’altro, vai a destra senza dimenticarti che la sinistra è più importante, ricordati di fare questa cosa, ricordati di ricordare, e poi sorridi, ama questi tuoi sforzi, gioisci del tempo che non hai e delle cose a cui non ti puoi dedicare, ringrazia chi ti sopporta malgrado tutto questo inferno e ammicca allo sguardo triste di un bimbo che ti guarda dall’alto del suo sereno passeggino.
Non odiare la libertà purpurea del dolce far nulla, non sognare chimere lontane, non desiderare viaggi di fuga. Impegnati nell’ora, nell’oggi, e non fermarti a riflettere sulla tragica eventualità che la briciola non diventi mai pane, che possa essere rapita da un becco impazzito o scacciata via da un piede annoiato. Guarda in faccia la realtà e non perderti mai, e non smarrirti fra le tortuose prove a cui ti sottopone, e non lasciarti abbattere.
Vivi ogni secondo al meglio e al peggio che puoi, vivilo intensamente senza rimpianti né rimorsi, solo con la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che potevi/volevi/ritenevi opportuno per te, per gli altri, per qualunque cosa in cui credi davvero.
Mi leggete in tanti -e veramente vi ringrazio- e però da un paio di post non commentate più: non lasciatevi sopraffare dal gorgo dell’indifferenza, non abbandonatevi in un anonimato sterile. Fatevi sentire, discutiamo, parliamone. C'è niente di più stimolante?
Brivido di Claaaaa - marzo 31, 2006 12:44
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domenica, 26 marzo 2006
Non riesco a scrivere, stasera. Non riesco a decidere, non so come esprimere cosa provo. Accarezzo i tasti senza un perché, indugio sulle vocali, poi sulle consonanti, in cerca di un qualcosa che non trovo. Questa giornata mi ha deluso e mi ha sorpreso al tempo stesso. Sensazioni contrastanti di amarezza e di entusiasmo, che s’infrangono fra loro come onde maledette e alla fine resta la schiuma, un residuo vacuo e neutro di non senso. Mi delude il non cambiare delle persone, me compresa, che rimango sempre me stessa, piena d’illusioni e di progetti troppo distanti da me, dalla realtà, da ciò che vive e marcisce in pochi secondi. Il mio più grande difetto è pensare contro il tempo, vorrei fermarlo e dilatarlo oltre i suoi confini (in)naturali affinché non mi costringa a procedere, a pensare al domani, a un altro giorno. Siamo tutti ostinatamente noi stessi e non c’è niente di peggio al mondo. E neanche di meglio, se è vero che gli opposti si attraggono. Mi delude l’invidia della gente, di quelle persone che non sanno ma giudicano, che odiano il tuo successo e non guardano cosa c’è dietro, in termini di sforzi, fatiche, lavoro. Non piove nulla dal cielo, solo grandine. E quella che ti entra dentro al cuore fa più male – altra cocente delusione dell’oggi.
E poi l’entusiasmo nel riscoprire la genuinità di un amore che non ho mai meritato e tuttora non merito nella mia testardaggine colma di rifiuto. E ancora, l’entusiasmo di un buon film, scorretto e crudele, che ti lascia pensare in un presente che crolla pezzo dopo pezzo e ti fa realizzare, semmai la vita non te l’avesse dimostrato appieno, che il paradiso, signori miei, beh… è davvero troppo lontano.
Brivido di Claaaaa - marzo 26, 2006 21:06
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sabato, 25 marzo 2006
Poche parole, oggi. Brividi di silenzio, piuttosto. Di attesa. Di timore. E di sfida.
Pensavo di aver chiuso sigillato sbarrato l’armadio polveroso degli scheletri, invece d’un tratto mi sono riscoperta scheletro io stessa, passato che cammina, ombra che attira a sé tutte le tenebre accese del mondo. Come una candela mai spenta, furore rosso d’un moccolo caduto. Caduto da dove? E perché? E perché adesso, perché non prima, perché non dopo, perché così, perché ancora, perché… - affogo la mia razionalità in un bicchiere sbeccato e mi abbandono all’ipnosi languente delle Ore. Che scelgano loro, adesso. Io non ho più questo potere. Tutt’al più posso fermarmi davanti ad un bivio fatale e sospendere il giudizio:
resurrezione o fine del mondo?
Brivido di Claaaaa - marzo 25, 2006 12:54
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mercoledì, 22 marzo 2006
Una pioggia di luci. Questa è la primissima cosa da cui vengo colpita attratta stregata. Luci che cambiano colore da rosa a giallo, luci che si rincorrono sugli edifici come sui volti dei ragazzi che partecipano a questa nottata dal sapore così particolare. Interessanti le iniziative culturali, su cui non mi soffermerò, a parte un breve rapido accenno allo splendore di una lezione di filosofia all’una di notte: parlare di Hegel, Novalis, Derrida, e poi follia, tenebra, creazione distruttiva, per di più in quell’ora clou…beh, è quanto di più affascinante potessi aspettarmi. 
Incontro tante persone, vecchie e nuove, presenze costanti e facce che rivedi per il tempo d’un saluto - e che, voltato l’angolo, avrai già dimenticato.
E poi
Avrei voluto dirti tante cose ieri notte. Neanche io so che cosa e non so se vorrei ancora dirtelo adesso, a mente lucida fredda distaccata. Ma ieri… beh, semplicemente avrei voluto farti capire tutto quello che s’intuisce in schegge di sguardi e parole sconnesse e paranoie inghiottite in un buongiorno sgangherato. Avrei voluto spiegarmi, spiegarti, ma non sapevo cosa, come, perché. So solo che non voglio che tu stia male per un passato che non ti ha mai meritato.
Questo pensavo mentre mi guardavo allo specchio, ieri notte, prima di addormentarmi, parlando con me stessa –... o forse no.
Brivido di Claaaaa - marzo 22, 2006 19:52
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domenica, 19 marzo 2006
Reduce da un film spettacolare, a cui ho voluto dedicare il post di stasera (Carlone sei un mitooo!!!), vi annuncio che da quest’istante preciso la mia vita prende una nuova svolta. Si stiracchia dal suo torpore comandato, stropiccia gli occhi e guarda avanti. Solo avanti. Perché questa sera ho avuto finalmente il coraggio la voglia la determinazione di chiudere definitivamente con un passato logoro, che si trascinava esangue finora come uno spettro
deperito. Ed ora provo solo rabbia, tanta sana rabbia, quella che ti fa urlare a squarciagola, che ti fa mandare al diavolo il mondo intero, che ti ricrea, ti definisce, ti fa sentire viva, reale, vera.
Odio et amo? No. Io non amo, non più, non adesso. Neanche odio, ma quasi. Non sopporto questa stasi che mi fa sentire in colpa, vecchia, decrepita in una passione ammuffita in ricordi troppo più grandi e lontani di me. E allora divento glaciale, una stalattite scolpita nel nero di un fango melmoso:
“hai ragione ma aspetta…”
“sono stanca di aspettare”
“no dicevo aspetta voglio dirti, ripeterti che…sì insomma che tu per me…”
“io per te, ma tu per me?” gioco folle di moltiplicazioni ingarbugliate.
“io per te non so, ma volevo dirti che l’altro giorno io e te, l’altro giorno, noi…”
“l’altro giorno non esiste più.”
Click. Fine. Addio.
E adesso scusatemi anche voi. Vado a vivere e ritorno.
Brivido di Claaaaa - marzo 19, 2006 22:13
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lunedì, 13 marzo 2006
Un’altra domenica è passata. E da domani (o meglio da oggi, data l’ora!) ricomincia la giostra. Ma devo soffermarmi ancora un attimo su un’esperienza che ho vissuto in questo pomeriggio di vento e di freddo glaciale. Ebbene, sono stata alla mostra ROMA IN NERA. Una mostra mozzafiato, nel senso letterale del termine: non può non lasciare sbalorditi, colpiti, attoniti. Scoprire il volto marcio della propria città potrebbe essere anche una svolta interessante/eccitante. Ma in questo caso si tratta di un’emozione altra, di brividi che scorrono davanti ai vari teleschermi che raccontano stragi, vite spezzate, violenze indescrivibili. E lo raccontano nel più semplice dei modi, attraverso articoli di giornale, documentari, filmati d’epoca. Tutto così vero, diretto, agghiacciante.
E non finisce lì: quando torni a casa, le immagini che hai visto ti si ripresentano nella mente, tu provi a scacciarle, ad esorcizzarle, ma loro sono sempre lì, anche quando ti siedi al computer e decidi di scrivere un semplice post per salutare i visitatori (per altro numerosi: mi levo il cappello, signori, e vi ringrazio come sempre). E allora non posso che comunicarvi questo mio stato d’animo così ambiguo, sospeso fra la gioia, l’euforia, l’entusiasmo sfavillante per giornate davvero uniche (fra le tante, quella descritta qui: www.metamorfosiblog.splinder.com ) e un senso di angoscia per tutto quello che ho(e che non posso far finta di non aver)visto. E che è giusto che venga messo ben in mostra, che venga illustrato alla gente. Perché la memoria è fondamentale, senza di essa come diceva il buon Derrida non c’è problema etico/politico. E, aggiungo io, non si ha la consapevolezza necessaria dei passi da compiere, necessariamente. Indietro non si può tornare, non in quel buco così nero, per lo meno. E mentre pensavo a tutto questo, mentre mi rivenivano in mente parole, filmati, immagini della mostra… beh, dentro di me uscivano le parole di una canzone di Califano, struggente e dolorosa:
Un amico nun ce sta che me può consolà stasera/ m'attacco a sta città che s'è addormita già da n'ora/ cammino su di lei, su strade uguali a pelle scura/ se poi se sveglierà io certo nun je posso fa' paura/ Roma nuda/ scusa se me perdo lacrime pe' strada (…)vado randagio in qualche vicoletto/ cammino a piedi scalzi/ almeno finchè t'alzi/ dormi e vedrai che manco mi sentirai/Roma nuda/ nun me poi dì de no so' disperato/ casa è vota, c'era na donna che m'ha rovinato/me basta stà così all'angoletto de sta strada/ chissà che a dormì qui domani nun me 'nventi 'n'artra vita…
Brivido di Claaaaa - marzo 13, 2006 01:06
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mercoledì, 08 marzo 2006
Rieccomi a scrivere all’una di notte. Buio pesto nella stanza, luce del computer a parte. Oggi è la festa delle donne. Wow. Sai che bello. Stasera un’ordata di femmine urlanti si riverserà per strada, nei locali, nei pubs pullulanti di omaccioni muscolosi stretti in slip
aderenti. Ripeto, w-o-w. Non che non sia una buona occasione per festeggiare, figuriamoci, e poi io sono la regina delle feste non comandate, dei non compleanni ecc., mi attacco a tutto pur di trovare qualcosa da festeggiare (quasi) ogni giorno. Ma così proprio no, però. Oggi è il tripudio delle mimose. E se io volessi una rosa blu? Perché l’8 marzo non iniziamo a regalare rose blu a bizzeffe, oppure perché no, un mazzo di libri? Idea pesante, ma almeno originale. Certo, l’omaggio floreale fa sempre il suo effetto. Ma quello comandato fa l’effetto contrario.
Forse tutto questo mio cinismo momentaneo non è che l’esito di giornate altalenanti, bellissime e tremende al tempo stesso, che m’impongono solo una regola di vita, ferrea: non fermarmi. Non adesso. Perché non me lo posso permettere. Rubini nel suo ultimo film dice che c’è un momento in cui la famiglia ti reclama e non puoi tirarti indietro. Ecco, io sono in quel tragicomico momento. Con l’aggiunta che mi reclama un po’ tutto, oltre alla famiglia.
Tutto nello stesso istante, come in quella novella splendida di Calvino, in cui tutti gli uomini si ritrovavano d’un tratto stipati in un solo punto. E allora si urtavano, litigavano, interagivano per sopravvivere, perché dovevano fare determinati movimenti per non uscire fuori dal punto. Ecco. Io e i miei impegni siamo tutti in quel punto. Fatichiamo a tenerci in bilico, tutti insieme, e però sappiamo che dobbiamo stringere i denti e andare avanti. Perché quello spazio vuoto intorno a noi, un domani, potrebbe diventare un altro punto. Chissà. Provare per credere.
Brivido di Claaaaa - marzo 08, 2006 01:27
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About me
Name: Claudia
Birthday: 25/01/86
Place:
Roma
Soprannomi: troppi: Cla, Lady Catally, Strega, Sister, Susina, ZuZ, Scrittriceinerba, Petra, Gatta, Nipote derridiana, Gongola, Catà, Catwoman, Compagna di bivacco, Pablita, Angelodifuocotiepido.
Occupation:
Giornalista pubblicista. Laureata squattrinata in Filosofia.
E poi scrivo.
Segni particolari:
Uno, nessuno, centomila.
Contatti
LinKami
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Tutto ciò che amo
Scrivere, scrivere e ancora scrivere. E poi recitare, ballare, ridere e cantare con le persone che amo. Nonché: emozionarmi a teatro, gustare un buon lavoro cinematografico, ascoltare poesie davanti ad un bicchiere di vino, leggere ed esplorare universi sensibili, sconfinare con Baudelaire, Derrida, Calvino, Pessoa, Pirandello e tutti gli altri, perdermi nelle sinfonie di Einaudi e negli spaccati d'anima di Allevi, imbattermi in anime sperdute, circondarmi di persone capaci di arricchire di sfumature oblique la mia esistenza, abbuffarmi con loro di pietanze stravaganti, seguire le testimonianze dei superstiti d'ogni ricordo, contemplare il mare d'inverno, sottostare ad un bagno di sole, scrutare le gocce di pioggia feroci sui vetri, perdermi in librerie stracolme, indagare il fondo ineffabile d'un quadro surrealista... e sperare nel risveglio generale dal letargo annoso dei nostri tempi.
Tutto ciò che odio
Gli scribacchini (quelli che scrivono tanto per vendere: accomodarsi nel settore commercio, prego), l'ipocrisia accomodante, i sorrisi vuoti, gli sguardi tristi, la formalità della burocrazia ad ogni livello, la brevità d'ogni singolo giorno, le convenzioni sociali, il "si fa"/"si dice" anonimo e impersonale, la dietrologia italiana, la superficialità, chi ha sempre un giudizio per tutto, chi non riesce mai a rilassarsi e a sorridere, l'insensibilità artistica, le interiora degli animali.
Tutto ciò che vorrei
Desideri banali ma sinceri al tempo stesso:la pace ovunque e senza "ma", il benessere generalizzato (e non solo di facciata/cartellone), la cultura diffusa ad ogni livello, un sistema d'istruzione che garantisca un buon bagaglio conoscitivo a tutti, rispetto reciproco in ogni dove - dal gabinetto agli stadi, ai banchi di frutta, a quelli del parlamento...-, civiltà e buon senso instillati in ogni individuo pensante, surrogati manualistici per ogni altro tipo d'individuo.
Gli intramontabili {books}
Se una notte d'inverno un viaggiatore (I. Calvino), Feu la cendre/Ciò che resta del fuoco (J. Derrida), Nuova grammatica finlandese (D. Marani), Chimera (S. Vassalli), Doppio Sogno (A. Schniltzer), Ecce homo (Nietzsche), Trilogia del seno (M. Devi), Sostiene Pereira (A. Tabucchi), Gli indifferenti (A. Moravia), I canti orfici (D. Campana), I sommersi e i salvati (P. Levi), La maga delle spezie (C. B. Divakaruni), Aprire Venere (Didi-Huberman), Il mondo dentro il capitale (P. Sloterdijk), I Fiori del male (C. Baudelaire), Malgrado tutto (M. Benasayag), Il girasole (S. Wiesenthal), L'enigma del solitario (J. Gaarder).
Pellicole speciali in ordine sparso
L'arte del Sogno, The Departed, Chicago, Irma la dolce, Profumo, In America, Quo vadis?, Lolita, Misery non deve morire, Donnie Darko, Ogni cosa è illuminata, Ferro 3, Kill Bill 2, Amori e incantesimi, Romanzo criminale, Prendimi l'anima, La leggenda del pianista sull'oceano, Se mi lasci ti cancello, Good night and good luck, La vita segreta delle parole, The New World, Il Padrino, La meglio gioventù, Annie, Braveheart, Il favoloso mondo di Amelie, L'ultimo bacio, Jules et Jim, I cento passi, Le conseguenze dell'amore, Moulin Rouge, Arrivederci amore ciao, L'uomo senza volto, La vita è bella, SOS fantasmi, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Tutte le manie di Bob, Gangs of New York, La fabbrica di cioccolato, Quei bravi ragazzi, Io non ho paura, Edward mani di forbice, Peter Pan, Labyrinth, Ladyhawke.
Note dentro
Ciao amore ciao (Dalida)
Rimmel (F. De Gregori),
Poster (C. Baglioni), Eternità (O. Vanoni),
Minuetto (Mia Martini),
Almeno tu nell'universo (Elisa),
Uomini soli (Pooh), Via (Raf),
L'ultimo bacio (C. Consoli), Senza fine (G. Paoli&O. Vanoni),
Perdere l'amore (M. Ranieri),
Cento Passi (MCR),
La donna cannone (F. De Gregori),
Le mie parole(S. Bersani),
Due destini (Tiromancino),
Sally (V. Rossi), Ebano (MCR), Il cielo in una stanza (G. Paoli), Vivo per lei (Giorgia&Bocelli), Incontro(Guccini), Replay (S. Bersani), Una carezza in un pugno (A. Celentano), Non son degno di te (G. Morandi), La Cura (F.Battiato), Che coss'è l'amor (V.Capossela),
Acqua nell'acqua (C. Baglioni), Echi d'infinito (A. Ruggiero), Tre minuti (Negramaro), La vita non è un film (Articolo 31), L'abbandono (G. Nannini), Se io se lei (B. Antonacci), Verranno a chiederci del nostro amore (De Andrè), Dio è morto (Guccini&Vanoni), Parole parole parole (Mina)
Voglio vederti danzare (F. Battiato)
Notte prima degli esami (A. Venditti), La descrizione di un attimo (Tiromancino),
I was born to love you (Queen),
Viva Forever (Spice Girls),
Crash and burn (Savage Garden),
Wonderwall (Oasis), Perfect day (Lou Reed),
Promises (The Cramberries),
Angels (R. Williams),
Thank u (A. Morrissette),
Two way monologue (S. Lerche),
Imagine (J. Lennon), The show must go on (Queen), Twist and shout (Beatles),
Your song (E. John),
Killing me softly (Fugees), What a wonderful world(L. Armstrong),
Seven seconds(Youssou N'Dour),
Always (Bon Jovi), Too much love will kill you (Queen).