
Come Un Brivido
...Quando l'emozione si fa parola, il battito cardiaco stile, l'adrenalina inchiostro...
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Uno spazio per trasmettere e comunicare emozioni, sensazioni, fragranze di brividi quotidiani. Perché "la vita è un brivido che vola via. E' tutto un equilibrio sopra la follia"
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giovedì, 29 dicembre 2005
Non riesco mai a godere della mia estrema fortuna. Estrema, sissignori, perché tirando le fila anche di questo Natale, mi accorgo di avere vicino tante, tantissime persone speciali che mi vogliono davvero troppo bene. Alcune sono le amiche di sempre, quelle ragazze che conosci al liceo e con cui instauri un rapporto in via di crescita - ed infatti succede proprio così, si cresce tutte insieme, si discute, si gioca, si ride, si chiacchiera… e ci si conosce sempre meglio, anno dopo anno. Custodi dei miei ricordi e delle mie esperienze più belle, resteranno sempre qui con me, poche ma buone. 
Poi ci sono, ovviamente, i membri della famiglia, di quella famiglia allargata che pullula di persone provenienti dalla patria del grande Pirandello, che quest’anno ci hanno regalato un Natale giocoso, festoso e bambinone. Le altre sono persone che hanno incrociato la mia strada per i motivi più diversi e nei luoghi più disparati, in un’aula di Filosofia come in un ring sudaticcio, in un autobus di tanti anni fa come in un college inglese…e potrei continuare ancora a lungo. Ma ho paura che questa mia rassegna possa scalfire in qualche modo il ricordo sempre presente di loro, foto viventi, memorie che camminano, zombie che preservano alcuni pezzi del mio passato, di quello che ero, proiettandone l’immagine smerigliata su quello che sono ora. Anche se neanche io lo so bene.
Fortuna. Caso. Destino. Un’associazione mentale delle più inquietanti per me, in quest’ultimo periodo in cui sono tornati tanti bei protagonisti di un tempo fatto di guanciotte e pancetta, di primi amori e prime delusioni. Il Natale dei ritorni. Quei ritorni che a volte fanno bene, altre fanno pensare. Pensare che è tutto come nel Ciclone di Pieraccioni, che “non è che t’avverte, passa piglia e porta via”. E a te, non rimane altro che il pensiero che “forse, se non fosse passato, sarebbe stato parecchio, ma parecchio bello”. Sotto al mio albero di Natale quest’anno ho trovato un pacco scottante di verità. Amicizia d’eros, eros che si fa quasi amicizia. Confine labile, non confine che in realtà è un aldilà dei confini. E io amo il caos che anima la mia vita. Anche se a volte, forse, sarebbe preferibile una regolarità lineare e molto meno ingarbugliata…Puntini di sospensione sparsi come luci di Natale, sorrisi distribuiti per risvegliare un sole che si fa attendere troppo. Al suo posto, ghiaccio, neve, gelo, bufera che rimette tutto in discussione. Che dire, speriamo solo che passi presto.
Brivido di Claaaaa - dicembre 29, 2005 15:09
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sabato, 24 dicembre 2005
Avviso pre-lettura: la mia ispirazione di questa sera è un Ladykiller (gin, martini dry, cointreau) dei più micidiali con un’allegra spruzzata di batida di cocco tanto per gradire...
Ebbene, malgrado questo stasera ho imparato una lezione importante. Una che ne contiene tante. Vi scrivo di getto, rigettando, appunto, tutto ciò che fuoriesce dalla mia mente in quest'istante.
Praticamente, mi sono guardata ad uno specchio che rifletteva un’immagine di me senza dubbio diversa, eppure così uguale. Mi sono rivista in gesti, atteggiamenti, espressioni che non mi appartengono fisicamente e che pure mi sono quanto mai propri. Ho assaggiato il gusto ineffabile del condividere emozioni e pensieri non miei, pensieri che immancabilmente combaciano, si distaccano sempre per poi sovrapporsi ogni volta puntualmente a quelle stesse schegge neuroniche che schizzano impazzite attraverso il mio cervello. Sovrapposizione perfetta, addirittura. Eclissi totale.
Radici comuni che sfociano in piante diverse ma che poi si ritrovano inevitabilmente ad annaspare in un unico grande vaso a distanza di tempo. Un unico vaso schietto, vuoto, essenziale, in cui rimbombano verità sapute da sempre e mai raccontate, un po’ per amor proprio, un po’ per imbarazzo, un po’ per riservatezza.
E insomma: amo la serata di quest’oggi, con tutta me stessa, così come amo
E raccontarsi così, l’uno all’altro, senza mezzi termini, senza verità sospese, senza aver bisogno di concludere una frase, ché tanto ci si intende a prescindere. Senza bisogno alcuno di spiegazione, perché quello stesso pensiero che l’atro sta esponendo è già stato tuo, te ne sei appropriato in un passato prossimo credendolo unico ed irripetibile ed invece eccolo lì, stesso identico ragionamento, sputato da una bocca tanto diversa dalla tua. “Questo perché io e te la pensiamo così” ma gli altri non sono così. E allora perché proprio noi siamo così? Un interrogativo che tuttora mi lascia suggestioni fascinose e verso cui tutto sommato non ho intenzione alcuna di fornire risposta: siamo ciò che siamo. E parlarsi al di là di ogni pudore, retrosia, reticenza, senza salvaguardare interessi, senza usare strategie, senza tattiche, senza paura di fraintendersi né timore di tradimenti: tutto questo mi piace da morire. E’ qui, in fondo, che volevo arrivare, da sempre. Parlare con una persona senza dover elaborare un bel nulla, solo lasciandomi raccontare, solo lasciandomi ascoltare: lasciandomi vivere, nel modo più semplice possibile. Lasciarmi intendere, senza aver bisogno di spiegare, di puntualizzare, di far capire che no non volevo dire proprio quello in realtà intendevo… E tutto svanisce in una sonora risata ubriaca d’affetto - Tutto questo mi mancava, l’ho scoperto solo adesso. Ed ora che l’ho capito, in alto i calici: si brinda al Natale e alla prossima confessione di anime prave – maledettamente sbagliate e casualmente, forse, coincidenti.
Sbaglio, coincidenza, destino: paroloni che affogano nei nostri bicchieri stanchi di abusi di fiumi di parole. Un abbraccio, una battuta: a presto.
Perché tanto anche fra cinquant’anni sarà sempre il nostro “presto”.
Brindisi.
Brivido di Claaaaa - dicembre 24, 2005 02:18
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venerdì, 23 dicembre 2005
D’accordo: scusatemi. M’inchino umilmente ai vostri piedi cospargendomi il capo di cenere per avervi abbandonato per tutti questi giorni. Giorni di fuoco, direi, se non fosse per l’aria gelida che si respira appena fuori dalla finestra. La pienezza, la frenesia, lo strabordare d’impegni non mi sono mai stati così propri quanto in questi giorni. Ma, malgrado tutto, è uno dei periodi più belli della mia vita in assoluto. Ed ho quasi paura per questo: la felicità è una piuma tanto delicata da poter essere spazzata via con una semplice folata di vento, cosa che scongiuro giorno per giorno illudendomi che quella piuma possa trasformarsi in qualcosa di più duraturo, in un mattone su cui posare tanti altri bei mattoncini…
Ritorniamo alle nostre carissime top-three, ragazzi. La pole-position non può che guadagnarsela il Natale, tempo di relax (si spera!), di dolciumi (e di chili allegramente ammassati uno sull’altro!), di calore familiare (e di regali!), di amici (quelli veri!), di amore (quello di sempre!)… Troppo sdolcinata? Ok, cambiamo tono. Natale: freddo, gelo, abeti tagliati solo per diventare miseri alberelli addobbati che con un’ipocrisia generale assumono un ruolo di ripostiglio di regali per chi è stato buono. Ma andiamo, chi è stato buono per davvero?
…Troppo cinica? Cambiamo ancora. Amo il Natale, con le sue lucette sfavillanti, i folletti che impacchettano regali, le vetrine colorate, e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccol…Troppo commerciale? Ebbene, c’è una qualche verità un po’ in tutto: perché il Natale è un prisma d’emozioni che può essere vissuto in mille modi e mode diversi. E meno male.
Secondo posto della classifica? Filosofia, una facoltà che ti regala una forma mentis più unica che rara, un equilibrio di vita da condividere con la carissima prof. di liceo, magari davanti ad una tazza di tè alla pesca fumante. E, fra biscotti e pettegolezzi vari, parlare di Hegel, di Kant, dell’ordine formale e del disordine sostanziale di una scuola che ormai non mi appartiene più, anche se fra le sue quattro mura conserva alcuni dei più bei ricordi della mia vita.
Last but not least il sorriso della luna, quel sorriso rassicurante che brilla nelle notti più buie. Basta aprire gli occhi e guardare attraverso le sue tenebre pulviscolari. Notte di vita, ricordate? Luna che ispira e che rapisce gli ultimi pensieri della giornata uscente e i primi di quella che si sta costruendo dopo i fatidici rintocchi della mezzanotte. Anche se poi è sempre mezza-notte, notte a metà, notte nel bel mezzo di una sinfonia silenziosa. Silent Night. All is bright: it’s Christmas time…
Brivido di Claaaaa - dicembre 23, 2005 02:52
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About me
Name: Claudia
Birthday: 25/01/86
Place:
Roma
Soprannomi: troppi: Cla, Lady Catally, Strega, Sister, Susina, ZuZ, Scrittriceinerba, Petra, Gatta, Nipote derridiana, Gongola, Catà, Catwoman, Compagna di bivacco, Pablita, Angelodifuocotiepido.
Occupation:
Giornalista pubblicista. Laureata squattrinata in Filosofia.
E poi scrivo.
Segni particolari:
Uno, nessuno, centomila.
Contatti
LinKami
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Tutto ciò che amo
Scrivere, scrivere e ancora scrivere. E poi recitare, ballare, ridere e cantare con le persone che amo. Nonché: emozionarmi a teatro, gustare un buon lavoro cinematografico, ascoltare poesie davanti ad un bicchiere di vino, leggere ed esplorare universi sensibili, sconfinare con Baudelaire, Derrida, Calvino, Pessoa, Pirandello e tutti gli altri, perdermi nelle sinfonie di Einaudi e negli spaccati d'anima di Allevi, imbattermi in anime sperdute, circondarmi di persone capaci di arricchire di sfumature oblique la mia esistenza, abbuffarmi con loro di pietanze stravaganti, seguire le testimonianze dei superstiti d'ogni ricordo, contemplare il mare d'inverno, sottostare ad un bagno di sole, scrutare le gocce di pioggia feroci sui vetri, perdermi in librerie stracolme, indagare il fondo ineffabile d'un quadro surrealista... e sperare nel risveglio generale dal letargo annoso dei nostri tempi.
Tutto ciò che odio
Gli scribacchini (quelli che scrivono tanto per vendere: accomodarsi nel settore commercio, prego), l'ipocrisia accomodante, i sorrisi vuoti, gli sguardi tristi, la formalità della burocrazia ad ogni livello, la brevità d'ogni singolo giorno, le convenzioni sociali, il "si fa"/"si dice" anonimo e impersonale, la dietrologia italiana, la superficialità, chi ha sempre un giudizio per tutto, chi non riesce mai a rilassarsi e a sorridere, l'insensibilità artistica, le interiora degli animali.
Tutto ciò che vorrei
Desideri banali ma sinceri al tempo stesso:la pace ovunque e senza "ma", il benessere generalizzato (e non solo di facciata/cartellone), la cultura diffusa ad ogni livello, un sistema d'istruzione che garantisca un buon bagaglio conoscitivo a tutti, rispetto reciproco in ogni dove - dal gabinetto agli stadi, ai banchi di frutta, a quelli del parlamento...-, civiltà e buon senso instillati in ogni individuo pensante, surrogati manualistici per ogni altro tipo d'individuo.
Gli intramontabili {books}
Se una notte d'inverno un viaggiatore (I. Calvino), Feu la cendre/Ciò che resta del fuoco (J. Derrida), Nuova grammatica finlandese (D. Marani), Chimera (S. Vassalli), Doppio Sogno (A. Schniltzer), Ecce homo (Nietzsche), Trilogia del seno (M. Devi), Sostiene Pereira (A. Tabucchi), Gli indifferenti (A. Moravia), I canti orfici (D. Campana), I sommersi e i salvati (P. Levi), La maga delle spezie (C. B. Divakaruni), Aprire Venere (Didi-Huberman), Il mondo dentro il capitale (P. Sloterdijk), I Fiori del male (C. Baudelaire), Malgrado tutto (M. Benasayag), Il girasole (S. Wiesenthal), L'enigma del solitario (J. Gaarder).
Pellicole speciali in ordine sparso
L'arte del Sogno, The Departed, Chicago, Irma la dolce, Profumo, In America, Quo vadis?, Lolita, Misery non deve morire, Donnie Darko, Ogni cosa è illuminata, Ferro 3, Kill Bill 2, Amori e incantesimi, Romanzo criminale, Prendimi l'anima, La leggenda del pianista sull'oceano, Se mi lasci ti cancello, Good night and good luck, La vita segreta delle parole, The New World, Il Padrino, La meglio gioventù, Annie, Braveheart, Il favoloso mondo di Amelie, L'ultimo bacio, Jules et Jim, I cento passi, Le conseguenze dell'amore, Moulin Rouge, Arrivederci amore ciao, L'uomo senza volto, La vita è bella, SOS fantasmi, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Tutte le manie di Bob, Gangs of New York, La fabbrica di cioccolato, Quei bravi ragazzi, Io non ho paura, Edward mani di forbice, Peter Pan, Labyrinth, Ladyhawke.
Note dentro
Ciao amore ciao (Dalida)
Rimmel (F. De Gregori),
Poster (C. Baglioni), Eternità (O. Vanoni),
Minuetto (Mia Martini),
Almeno tu nell'universo (Elisa),
Uomini soli (Pooh), Via (Raf),
L'ultimo bacio (C. Consoli), Senza fine (G. Paoli&O. Vanoni),
Perdere l'amore (M. Ranieri),
Cento Passi (MCR),
La donna cannone (F. De Gregori),
Le mie parole(S. Bersani),
Due destini (Tiromancino),
Sally (V. Rossi), Ebano (MCR), Il cielo in una stanza (G. Paoli), Vivo per lei (Giorgia&Bocelli), Incontro(Guccini), Replay (S. Bersani), Una carezza in un pugno (A. Celentano), Non son degno di te (G. Morandi), La Cura (F.Battiato), Che coss'è l'amor (V.Capossela),
Acqua nell'acqua (C. Baglioni), Echi d'infinito (A. Ruggiero), Tre minuti (Negramaro), La vita non è un film (Articolo 31), L'abbandono (G. Nannini), Se io se lei (B. Antonacci), Verranno a chiederci del nostro amore (De Andrè), Dio è morto (Guccini&Vanoni), Parole parole parole (Mina)
Voglio vederti danzare (F. Battiato)
Notte prima degli esami (A. Venditti), La descrizione di un attimo (Tiromancino),
I was born to love you (Queen),
Viva Forever (Spice Girls),
Crash and burn (Savage Garden),
Wonderwall (Oasis), Perfect day (Lou Reed),
Promises (The Cramberries),
Angels (R. Williams),
Thank u (A. Morrissette),
Two way monologue (S. Lerche),
Imagine (J. Lennon), The show must go on (Queen), Twist and shout (Beatles),
Your song (E. John),
Killing me softly (Fugees), What a wonderful world(L. Armstrong),
Seven seconds(Youssou N'Dour),
Always (Bon Jovi), Too much love will kill you (Queen).